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Former Curvature Vice President of Business Development and Global Marketing

Sfatare il mito dei 5 anni: imponerre il proprio ritmo di aggiornamento

Marzo 18, 2016

"Se mangi un seme d'anguria ti crescerà un'anguria nello stomaco!"

 Scommetto che molti di voi hanno sentito questa frase da bambini. Se siete come me, probabilmente avete continuato a crederci finché non siete cresciuti e avete capito che alcuni miti dell'infanzia semplicemente non sono veri. Altrimenti state ancora aspettando di veder rispuntare la gomma che avete accidentalmente inghiottito 7 anni fa. Ma i racconti dei genitori non sono l'unico fattore che influisce sui modelli comportamentali. I miti pervadono l'intero panorama economico, incluso il settore IT. In particolare, uno dei miti ancora molto diffuso in campo IT è quello dei 5 anni, 

 ovvero il processo di rinnovare le apparecchiature di rete ogni cinque anni. Questo ciclo può essere applicabile all'acquisto di server e prodotti di storage ma, per quanto riguarda le apparecchiature di rete, è un mito tramandato dagli stessi OEM.  E per rincarare la dose, questo mito estremamente costoso (nessuno vuole acquistare quello che non serve) viene spesso imposto ai CIO applicando politiche di cessazione accelerata del supporto. Ripensate a quello che vi avevano detto quando avete acquistati i prodotti. In genere, quando si acquista un prodotto si sente dire è garantito contro il primo guasto per 35 anni!",  salvo che cinque anni dopo arriva l'annuncio di fine vita che pone fine al supporto.  È semplicemente pazzesco.  

 Detto questo, molti stanno cominciando ad aprire gli occhi.  Alcune importanti società di analisi indipendenti (Gartner, Forrester e così via) hanno cominciato a pubblicare report per informare i CIO che questo ciclo di 3-5 anni costituisce spesso uno spreco e le apparecchiature di rete hanno una durata tipica di 7-10 anni, a volte anche di più. Le apparecchiature di rete sono molto diverse da server e storage, poiché sono progettate per garantire qualità, prestazioni affidabili e soprattutto lunga durata.   La maggior parte delle apparecchiature di rete è costituita da componenti a stato solido, senza parti mobili, si surriscalda molto meno di server e storage e vanta MTBF nettamente superiori. Inoltre, gli switch non sono soggetti alla legge di Moore. Nelle grandi imprese ci sono ancora milioni di persone a cui basta una connessione 10/100, esattamente come avveniva 10 anni fa.  E lo stesso vale per le connessioni a 1 Gb: quando sono comparsi i nuovi switch 3750X, quanti di voi avevano veramente bisogno delle porte da 10 Gb aggiunte allo switch 3750G?  Naturalmente, nel 10% dei casi in cui erano effettivamente necessarie aveva senso procedere all'acquisto.

 Secondo Forrester Consulting, il 79% delle aziende aggiorna l'infrastruttura di rete con una frequenza da 1 a 5 anni. Una percentuale elevatissima delle aziende (l'85%) ammette che manterrebbe le apparecchiature più a lungo, se solo il fornitore continuasse a sopportarle.

 Oggi sono qui per dirvi che il mito dei cinque anni per l'ambiente di rete è solo questo: un mito, e anche molto costoso.

 Penso che le aziende dovrebbero avere la possibilità di mantenere le apparecchiature funzionanti grazie alla continuità del supporto. Poiché ogni azienda presenta un ambiente IT con caratteristiche uniche, non è possibile applicare a tutte lo stesso ciclo di aggiornamento.  Cercate soluzioni in grado di supportare sia le apparecchiature di generazione corrente che quelle di generazione precedente, per tutto il tempo che desiderate. Andate alla ricerca di opzioni di supporto capaci di soddisfare le esigenze uniche della vostra rete. Parlate con i tecnici che conoscono la vostra infrastruttura di rete e cercate opzioni diverse dai contratti degli OEM.

La libertà di scegliere autonomamente il vostro ciclo di aggiornamento vi darà pieno controllo della dorsale di rete: e questo non è un mito, ma una solida realtà. 

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